Importante per gli adulti, fondamentale per i bambini.
La prima colazione può diventare un gustoso e nutriente arcobaleno di colori e sapori.
Secondo una recente ricerca, oltre 8 milioni di italiani (17) saltano la prima colazione.
A questa percentuale di inappetenti si affianca un 15 che al risveglio consuma solo un caffè e un altro 18 che fa colazione al bar e rigorosamente di fretta.
In generale, il 46 dedica alla colazione meno di 10 minuti.
Eppure da molti anni ormai medici generici, nutrizionisti, pediatri non fanno che ribadire l’importanza fondamentale di una buona prima colazione per affrontare la giornata con energia e concentrazione, visto che proprio al mattino si dovrebbe fornire all’organismo il 15-20 delle calorie necessarie per tutto il giorno.
E invece, un caffè e via!
Ma perché questa cattiva abitudine è così comune e difficile da modificare?
Forse perché abbiamo sempre fretta.
La mattina si preferisce dormire qualche minuto in più e poi scapicollarsi tra caffè, dentifricio, doccia, vestiti, asciugacapelli, bambini da accompagnare a scuola, appunti da riguardare: nel frattempo lo stress cresce a dismisura, lievita e sguazza in quel perenne senso di ritardo che ci precede ovunque.
Agitati, compressi, sudati e scompigliati, alle dieci del mattino cominciamo a sgranocchiare snack come instancabili topolini nella speranza di calmarci e recuperare energie. E proprio quel “rumore di mandibole” è la peggiore conseguenza del digiuno mattutino.
Credete che cominciare la giornata a stomaco vuoto faccia dimagrire?
Niente di più sbagliato: anzi, fa addirittura ingrassare perché poi a metà mattina ci si abbuffa di focaccia, merendine, salatini e miracolose barrette di cioccolato al sapore di fragola lamponata.
Perché allora non imparare a salutare il nuovo giorno con una buona tazza di latte scremato con cereali e mandorle?
O magari uno yogurt magro con un cucchiaino di miele e noci?
Un quarto d’ora di pace, in cui assaporare con calma una fetta di pane tostato con marmellata, considerando che, se “domani è un altro giorno”, oggi non c’è bisogno di agitarsi così tanto…
... IN FONDO NON E' COSI DIFFICILE!
La depressione è una malattia molto difficile da diagnosticare e ancora di più da curare perchè spesso non si ammette neanche con se stessi di averla. Oltre alla psicoterapia e la cura farmacologica un valido aiuto può arrivare anche dall’attività fisica.
L’attività fisica se vissuta nel modo corretto può diventare un vero aiuto.
Non deve essere vissuta come una costrizione, deve essere qualcosa che coscientemente ci fa stare meglio.
L'attività svolte in palestra spesso risultano davvero efficaci.
Conoscere nuove persone, entrare a far parte di un gruppo, decisamente rappresentano stimoli nuovi che possono essere fondamentali per ritrovare se stessi.
Nuove strade si aprono dentro di se, la nascita di nuove amicizie, il raggiumgimento di risultati anche fisici porteranno grandi miglioramenti psicofisici.
L’attività fisica cura la depressione in ben 5 modi:
1_induce l’organismo a rilasciare endorfine.
2_riduce il livello di cortisolo nel sangue, l’ormone coinvolto nello stress e nella depressione.
3_aiuta a vedere la vita con più ottimismo.
4_da una sensazione di soddisfazione che aiuta ad aumentare l’autostima.
5_aumenta il livello di serotonina.
Un’altra cosa importante è essere costanti, praticare l’attività scelta almeno 3 volte a settimana, i benefici non tarderanno ad arrivare.
Il numero degli adolescenti che sempre più spesso preferisce trascorrere gran parte del tempo libero davanti lo schermo, che sia tv o pc,trscurando i benefici dell'attività fisica e culturale, aumenta in modo vertiginoso.
I ragazzi italiani sono i lettori più ‘pigri’ d’Europa, giunti – secondo un
sondaggio dell’ABACUS su un campione di giovani di età compresa tra i 13
e i 19 anni – ultimi nella classifica dei giovani lettori europei.
Leggono meno libri dei loro coetanei inglesi, francesi, spagnoli, olandesi, portoghesi e lussemburghesi.
La media italiana dei liceali che si lasciano andare al piacere
di un buon racconto si aggira attorno all’84 per cento, mentre in Francia,
ad esempio, la media è del 90-95 per cento.
E per i nostri ragazzi – le cose stanno peggio tra i maschi che tra le femmine:
solo il 25 per cento dei primi legge con una certa frequenza mentre
tra le fanciulle la quota sale al 51 per cento.
E' persino sprecato il vecchio
adagio ‘Dimmi che libro leggi e ti dirò chi sei’: difficile anche individuare i
loro gusti, se non a grandi linee.
Si è riusciti a capire, per esempio, che preferiscono di gran lunga gli
autori stranieri del passato agli scrittori contemporanei, che conoscono poco
i testi teatrali e che comprano libri solo in libreria o sulle bancarelle.
In libreria gli studenti si avvicinano solo per acquistare titoli consigliati da
amici, genitori o professori, ovvero nessuna o quasi iniziativa personale dettata da interessi o curiosità particolari.
Altro aspetto, non del tutto trascurabile,
emerso dal sondaggio è quello della scarsissima fiducia riposta nella
pagina scritta in genere. Tanti – il 41 per cento – hanno dichiarato di ‘dubitare che i libri possano avere un futuro’.
Senza indicare però quale altro
strumento possa sostituire, con analoga funzione, il vecchio tomo. Meglio
quindi voltare pagina e dedicarsi ad altri svaghi meno impegnativi»
LEGGERE E' IL CIBO PER LA MENTE, VIETATO FARNE A MENO !!
Il caffè e l’attività sportiva sono stati al centro del mirino per molti anni, fino al 2003 addirittura il caffè rientrava tra le sostanze soggette a limitazione d’uso perchè in parte era considerata dopante, oggi per fortuna non è più così.
Il caffè contiene la caffeina che è una sostanza eccitante, vi era addirittura il tetto massimo del millilitro d’urina in 12 microgrammi di caffè, in realtà questo limite è abbastanza largo, perchè bevendo 3-5 tazzine di caffè comunque non si arriva a superarlo, ovviamente per i super amanti del caffè che facevano sport a livello agonistico anche il caffè poteva diventare fonte di problemi.
Oggi il caffè è stato scagionato ed addiruttura in determinate dosi può anche giovare allo sport.
Esperti sostengono che i benefici sulla prestazione sportiva determinati dalle bevande nervine, soprattutto caffè, tè e cioccolata, dipendono in primo luogo dal loro contenuto di tre sostanze metilxantiniche.
Gli effetti fisiologici e farmacologici della caffeina sono molteplici: migliora l’attenzione e la capacità di essere vigili, riduce la sensazione soggettiva della fatica e, quindi, concorre al miglioramento dell’efficienza fisica e mentale.
Un ulteriore possibile fattore a sostegno dell’azione positiva della caffeina sulla prestazione sportiva dipenderebbe dalla sua capacità di creare un ambiente ionico intracellulare più favorevole nel muscolo in contrazione, facilitando in tal modo la capacità di ciascuna unità motoria di produrre lavoro. Infine la caffeina sembra aumentare la velocità e/o la potenza in condizioni di corsa simulata. Questi effetti sembrano manifestarsi sia in gare che durano fino a sessanta secondi sia in quelle più lunghe (fino a due ore).”
Spesso ci si domanda se il karate è una pratica adatta ai bambini.
Gli attuali sistemi didattici forniscono all'insegnante di karate dei metodi grazie ai quali i bambini, sotto la sua guida, possono praticare il karate in assoluta sicurezza.
La loro struttura fisica viene rinforzata grazie all'addestramento necessario al compimento di gesti che richiedono grande padronanza del proprio corpo.
I bambini non vengono mai limitati nello sfogo della loro naturale vivacità perché le loro energie, e quindi anche le loro aggressività, vengono canalizzate e fatte sfociare verso un lavoro positivo.
Una delle caratteristiche più interessanti del lavoro che si fa con i bambini è lo sviluppo della conoscenza del proprio corpo: il bambino riesce a percepire le sue potenzialità e i suoi limiti.
Nonostante le edulcorazioni della moderna pratica del karate al bambino viene insegnato e poi richiesto un comportamento che segua delle piccole regole di condotta, come fare il saluto quando si arriva e quando si lascia il dojo, rispettare i propri compagni, non assumere mai atteggiamenti scorretti: in questo modo il bambino può identificarsi come appartenete ad una piccola società con le sue piccole regole.
E quest'ultimo è un aspetto molto importante per la crescita di un individuo con sani valori di lealtà e rispetto.
Durante tutto il suo percorso il bambino è seguito dal Maestro, figura con grande ascendente sui piccoli, ma che si limita a fare da guida senza mai pretendere di sostituirsi ai genitori, con i quali, si ritiene necessario, il Maestro deve avere un rapporto di scambio a favore del piccolo praticante di karate.
Carta dei diritti del bambino
Diritto di divertirsi e di giocare come un bambino
Diritto di vivere lo sport
Diritto di beneficiare di un ambiente sano
Diritto di essere trattato con dignità
Diritto di essere allenato e circondato da persone qualificate
Diritto di seguire allenamenti adeguati ai propri ritmi
Diritto di misurarsi con giovani che abbiano la stessa probabilità di successo
Diritto di partecipare a manifestazioni adeguate e gioiose
Diritto di praticare in condizioni di massima sicurezza e serenità
Diritto di avere tempi di riposo
Diritto di non essere un campione
UNESCO - Ginevra 1992
Un parere tecnico da parte di professionisti della medicina dello sport sui benefici che i più giovani possono trarre dalla pratica del Karate Tradizionale:
Un bambino ha necessità di imparare a conoscersi, di percepire le varie parti del suo corpo, di individuare le stesse componenti corporee nei suoi simili. Attraverso il movimento nelle varie direzioni può cominciare a percepire gli elementi dello spazio che lo circonda, ad apprendere in modo semplice le varie forme geometriche, a strutturare il reale fino ad imparare ad orientarsi. Riconoscere con prontezza e facilita la destra e la sinistra, prima su se stessi e poi sugli altri, vale a dire sviluppare la propria lateralità, può sembrare banale all'occhio di un adulto, mentre costituisce un'acquisizione davvero importante nel bambino. Ecco che I'esecuzione dei più semplici kata, gli esercizi codificati di forma del Karate Tradizionale, che si sviluppano specularmente nelle varie direzioni impegnando in modo simmetrico tutto il corpo, costituiscono per il karateka di giovane età un divertente mezzo di conoscenza oltre che un corretto ed equilibrato esercizio fisico. La consapevolezza delle proprie risorse, I'accettazione dei propri limiti, il desiderio di migliorarli accettando l'insegnamento di chi ha maggiore esperienza, la capacita di mettersi in gioco nell'affrontare le difficoltà, rappresentano obiettivi che ogni genitore vorrebbe vedere raggiunti nei propri figli. La disciplina sportiva, in questo caso il Karate Tradizionale, diventa la metafora del vivere; la palestra dove si consuma, solo in modo figurato, il rito del combattimento, diventa il luogo dove si apprende che affrontare il prossimo significa prima di tutto rispettarlo, comprenderlo, accettarlo. Niente colpi bassi o lotte furibonde: un bambino impara solamente a controllarsi e ad esprimersi, ad affrontare piccole difficoltà, a conoscere se stesso per poter poi conoscere gli altri, a vincere la timidezza o a frenare la propria esuberanza.
articolo tratto dalla rivista scientifica "Sport e Medicina"
L'estate si avvicina e tutti iniziano a temere la prova costume. Se vorreste rimettervi in forma ma pensate che gli esercizi in palestra siano noiosi potete provare a cimentarvi nella FitBoxe.
Questa disciplina, arrivata in Italia ormai da alcuni anni, é una combinazione esplosiva di esercizi aerobici e tecniche di combattimento. Ma non temete: non ci sono scontri diretti.
L'allenamento si pratica in gruppo ma davanti a sè si ha soltanto un sacco a base mobile sul quale si dovranno simulare pugni, calci, gomitate e ginocchiate tipiche delle arti marziali. Il tutto a ritmo di musica.
Grazie alla FitBoxe non soltanto riuscirete a perdere peso ma migliorerete anche il vostro tono muscolare, soprattutto di gambe, glutei, braccia ed addominali. Oltre al sacco nell'allenamento vengono infatti utilizzati a rotazione anche pesetti, step,piccoli attrezzi, utili strumenti per potenziare i diversi gruppi muscolari.
Con questa attività inoltre aumenterete la vostra resistenza fisica, imparerete a diventare più coordinate nei movimenti e sfogherete lo stress mentale. La FitBoxe é uno sport liberatorio.
Lezione dopo lezione, prenderete confidenza con il vostro corpo, imparerete a superare i vostri limiti ed acquisirete sempre maggiore sicurezza in voi stesse.
Inoltre imparerete le tecniche base della difesa personale, pur senza mai affrontare nessun avversario.
Provatela dopo una giornata di lavoro:
é semplicemente fantastica!
Uscirete dalla palestra cariche, energiche ma al contempo rilassate. Questo perchè ogni lezione prevede anche una fase di stretching per favorire l'allungamento muscolare ed esercizi di rilassamento per imparare a regolare il respiro e ad ascoltare il proprio corpo.
Insomma il mix perfetto fra adrenalina e relax!
La FitBoxe é adatta a tutte, non ci sono limiti di età.
Per iniziare serve soltanto un pochino di intraprendenza e la voglia di mettersi in gioco. Perchè proprio di un gioco in realtà si tratta. Questa disciplina infatti é divertente e per nulla ripetitiva.
Ogni lezione é diversa dalle altre e quindi annoiarsi é veramente difficile. In più, come base all'allenamento, c'é sempre un sottofondo musicale con un ritmo coinvolgente che vi aiuterà a trovare la giusta carica e a scaricare tutte le tensioni.
Certo preparatevi a sudare. Del resto se volete dimagrire questa é una condizione obbligatoria. Ma fidatevi: perdere peso e restare in forma praticando la FitBoxe non sarà per nulla faticoso. In ogni lezione si possono bruciare dalle 300 alle 500 calorie ed alla fine dell'allenamento vi sentirete più leggere, non soltanto nel corpo ma anche nella mente
Se cercate un’attività fisica da svolgere in palestra che sia allegra, divertente ed efficace, una buona soluzione è provare lo spinning.
Semplificando molto lo spinning è un'attività aerobica ( media intensità e lunga durata ) praticata a tempo di musica su una particolare cyclette chiamata appunto bici da spinning.
L'allenamento dello spinning si svolge sotto la guida di un istruttore che conduce il gruppo in un viaggio virtuale, facendo variare l'intensità e la velocità della pedalata anche sulla base del tempo di musica.
I vantaggi dello spinning sono numerosi, ecco allora
10 BUONI MOTIVI
per scegliere di allenarsi con lo spinning!
1- Lo spinning fa dimagrire! È un allenamento che garantisce un elevato consumo di calorie, circa 540 kcal all'ora.
2- Lo spinning fa eliminare le tossine. Facendo spinning si suda veramente molto e ciò favorisce l'eliminazione delle tossine. Ricordatevi comunque che è fondamentale idratarsi durante e dopo l'allenamento.
3- Lo spinning rafforza il cuore. Con lo spinning il muscolo cardiaco è fortemente stimolato e con un allenamento ripetuto il cuore si rafforza, aumenta la gettata cardiaca ed i vasi sanguigni diventano più elastici con importanti vantaggi per tutto il sistema cardio-circolatorio.
4- Fra i benefici dello spinning c'è anche un effetto positivo sui polmoni. Lo spinning aumenta la ventilazione polmonare e migliora l'elasticità dei polmoni.
5- Lo spinning migliora il metabolismo di ossa ed articolazioni quindi fra i benefici dello spinning c'è anche quello di rallentare la comparsa dell'osteoporosi.
6- Lo spinning rassoda i muscoli di addome, gambe e glutei grazie ad un allenamento mirato sulla parte inferiore del corpo.
7- Un importante beneficio dello spinning per le donne è che questo tipo di allenamento aiuta a combattere la cellulite grazie al suo effetto positivo sulla circolazione delle gambe.
8- Lo spinning mette di buon umore perché fa aumentare la produzione di endorfine, ormoni che aiutano a combattere stati di ansia e depressione.
9- Lo spinning aiuta ad eliminare lo stress. Un buon istrutture coinvolge a tal punto il gruppo da limitare la sensazione della fatica fisica. Con lo spinning riuscirete a superare i vostri limiti ed eliminare lo stress di una faticosa giornata di lavoro.
10- Infine fra i benefici dello spinning c'è il fatto che aiuta a socializzare ed a essere meno timidi. Al contrario della corsa infatti, è un allenamento aerobico che permette di socializzare e fare gruppo.
insomma.....W LO SPINNING !!!
Diffusa ed amata in tutto il mondo,
la pizza è un alimento versatile che ben si adatta alla fantasia di chi la prepara.
Le combinazioni di ingredienti utilizzate durante la sua preparazione sono infatti innumerevoli e persino la ricetta dell'impasto, gelosamente custodita, varia da pizzaiolo a pizzaiolo.
Tutta questa variabilità rende molto difficile rispondere ad una domanda piuttosto semplice e comune: quante calorie ha una pizza?
L'INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) ci dice che la pizza al pomodoro e mozzarella fornisce in media 271 calorie per 100 grammi. Secondo la stessa autorevole fonte va meglio per la pizza rossa (243 calorie per un'analoga quantità), peggio per quella bianca (302 Kcal/100 g).
In realtà è sufficiente l'aggiunta di un cucchiaio di olio di oliva e l'impiego di una mozzarella più ricca di grassi per far lievitare anche di 150 calorie l'apporto complessivo del piatto.
Considerando che una pizza margherita di medie dimensioni pesa dai 250 ai 300 grammi, possiamo stabilire per questo piatto un apporto calorico medio di 700 Kcal.
A questo valore andranno poi sommate le calorie derivanti dall'aggiunta dei vari ingredienti (verdure, salumi, pesce, uova o formaggi).
Le malattie cardiovascolari sono colpevoli di circa 242.000 vittime l’anno solo in Italia; l’unico modo per “difendere” la salute di ciascun individuo, passa attraverso la prevenzione.
Eliminare o ridurre i comportamenti a rischio ed adottare uno stile di vita più sano, rappresenta l’unica alternativa in linea col nostro benessere:
- Smettere di fumare
- Mantenere il peso sotto controllo
- Controllare sistematicamente la pressione arteriosa
- Mantenere i livelli di colesterolo entro i limiti consigliati
- Limitare il consumo di grassi ed alcolici
- Praticare attivita fisica regolare
Combattere le cause che favoriscono l’insorgenza di patologie che colpiscono il cuore, deve essere un impegno quotidiano.
L’attività fisica costituisce un momento fondamentale nella vita d’ogni persona sana, ma anche dei soggetti cardiopatici, purché praticata nei modi e nei tempi giusti.
Il movimento, infatti, rappresenta la scelta più efficace e piacevole per combattere l’obesità, il diabete, l’ipercolesterolemia, l’ipertensione, lo stress
ma ad una condizione:
che sia fatto in modo graduale e con giusta progressione dei carichi di lavoro.
Il beneficio massimo si ottiene con tre quattro sedute a settimana, per un totale di 5-6 ore d’attività sportiva, oltre i quali non esistono vantaggi in termini di prevenzione.
Anche l'intensità è importante; l'ideale è prediligere attività di tipo aerobico e quindi di media intensità.
NO AL FAI DA TE!
Può risultare inefficace se limitato a quattro passi la domenica mattina e addirittura dannoso se, come sempre capita, ci si concede più di quanto in realtà il nostro organismo potrebbe.
Proprio per questo, è consigliato adoperare un cardiofrequenzimetro, che misuri le pulsazioni durante l’esercizio. Una volta tarato sulle esigenze di chi lo indossa ed individuato la “target zone” di frequenza cardiaca ottimale, consente di monitorare per tutta la durata dell’allenamento, il lavoro cardiaco ed avvertirci qualora dovessimo superare i valori limite precedentemente impostati.
Meglio se affidarsi a mani esperte che vi indichino il "cammino ideale" da intraprendere, utilizzando attrezzature professionali in grado di monitorare il proprio battito cardiaco e di rispettare l'intensità e i recuperi giusti tra le sedute di allenamento
Spesso in palestra molte persone chiedono di eseguire un’infinità di esercizi per sviluppare gli addominali, in particolare esercizi per allenare i cosiddetti addominali “bassi”,difficili da evidenziare.
Ma qual è l’esercizio migliore per questi muscoli?
La verità è che non esiste un esercizio specifico, perché non esistono gli addominali bassi.
Questa distinzione tra addominali bassi e addominali alti è un concetto errato che alcuni bodybuilders e pseudoistruttori hanno ancora oggi.
In realtà esiste un unico muscolo che è il retto dell’addome, questo ha origine dal processo xifoideo dello sterno e dalle cartilagini costali e si inserisce sulla sinfisi pubica.L’azione principale di questo muscolo è la flessione del tronco sul bacino e viceversa, quindi per allenarlo non serve spostarsi da un attrezzo all’altro o inventarsi esercizi strani perché il retto dell’addome si contrae isometricamente.
Quando si eseguono ad esempio gli addominali alla panca inclinata, il retto dell’addome si contrae accorciandosi fino ad un certo punto, dopodiché rimane contratto per stabilizzare il tronco.Per completare il movimento entrano in gioco il retto del femore e l’ileo-psoas che spesso sono causa di iperlordosi, attenzione quindi al mal di schiena.
Ma allora perché la parte inferiore dell’addome sembra non rispondere bene all’allenamento?
Il vero motivo è che nella zona incriminata , Madre Natura ci ha dotato di un numero maggiore di adipociti, quindi c’è un maggiore accumulo di grasso..come dire..gli addominali ci sono ma non si vedono!!
Ancora buone notizie per i golosi di cioccolato. Un nuovo studio americano suggerisce che il fondente potrebbe produrre lo stesso effetto dello sport: rinforzare i muscoli e mantenerli 'giovani' negli anni.
L'esperimento dimostra le virtù del cacao e in particolare dell'epicatechina, una sostanza contenuta nella polvere nera, che secondo gli scienziati agisce direttamente sulle centrali energetiche delle cellule ossia i mitocondri.
Il meccanismo è semplice: mangiare cacao aumenta il numero di mitocondri nelle cellule muscolari. E "avere più mitocondri significa riuscire a produrre più energia, quindi poter sostenere performance muscolari migliori e più intense".
Se da un lato "è noto che l'esercizio fisico di tipo aerobico, per esempio correre o pedalare, aumenta il numero di mitocondri nelle cellule dei muscoli, la nostra ricerca indica ora che l'epicatechina del cacao produce la stessa risposta, specie a livello del cuore e dei muscoli scheletrici".